Dipendenza affettiva in adolescenza: quando una relazione diventa una difficoltà

Controllare il telefono, aspettare con ansia un messaggio, rinunciare ad amicizie e interessi: come accompagnare un adolescente a vivere l'affettività senza perdere se stesso.

Dipendenza affettiva in adolescenza: quando una relazione diventa una difficoltà

L'adolescenza è una fase della vita in cui le relazioni affettive assumono un'importanza particolare. Innamorarsi, desiderare di essere scelti e cercare conferme nella persona che si ama sono esperienze naturali. A volte, però, il bisogno dell'altro può diventare così intenso da generare sofferenza e insicurezza.

La dipendenza affettiva può manifestarsi attraverso la paura costante di essere lasciati, il bisogno continuo di attenzioni e rassicurazioni, la difficoltà a stare bene quando l'altra persona non è presente o risponde meno del previsto.

L'adolescente può arrivare a controllare frequentemente il telefono, aspettare con ansia un messaggio, preoccuparsi quando il partner non risponde o interpretare ogni cambiamento come un segnale di rifiuto.

Può inoltre diventare difficile mantenere i propri spazi, le amicizie, gli interessi e le attività quotidiane, perché la relazione finisce per occupare gran parte dei pensieri e delle energie.

In alcuni casi, la paura di perdere l'altro può portare ad accettare comportamenti che fanno stare male, rinunciare alle proprie esigenze o tollerare gelosia, controllo eccessivo e mancanza di rispetto.

Alla base possono esserci una bassa autostima, una forte paura di essere rifiutati, difficoltà a riconoscere il proprio valore indipendentemente dalla relazione o precedenti esperienze relazionali che hanno lasciato insicurezza.

La psicoterapia offre all'adolescente uno spazio riservato e non giudicante nel quale comprendere ciò che sta vivendo e dare un significato alle proprie emozioni.

Il percorso può aiutare a rafforzare l'autostima, riconoscere i propri bisogni, sviluppare una maggiore autonomia emotiva e imparare a costruire relazioni basate sulla reciprocità e sul rispetto.

Si lavora anche sulla capacità di tollerare la distanza e l'incertezza, comunicare ciò che si prova e riconoscere i confini personali e quelli dell'altra persona.

L'obiettivo non è insegnare all'adolescente a "non affezionarsi", ma aiutarlo a vivere l'affettività senza perdere se stesso.

Imparare ad amare significa anche poter mantenere la propria identità, le proprie amicizie, i propri interessi e la consapevolezza del proprio valore, anche quando una relazione finisce o attraversa un momento di difficoltà.

MF
Michela Fanelli

Psicologa-Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

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