Ansia e paure nei bambini: quando possono diventare una difficoltà

Ansia da separazione, timore del giudizio, paura di sbagliare o del buio: come riconoscere quando le paure limitano il bambino e come il percorso può aiutarlo.

Ansia e paure nei bambini: quando possono diventare una difficoltà

Paure e preoccupazioni fanno parte della crescita. Con il tempo, però, alcune possono diventare così intense da limitare la libertà del bambino, influenzando la scuola, le relazioni e la vita familiare.

L'ansia può assumere forme diverse. Alcuni bambini vivono una forte ansia da separazione, con difficoltà a distaccarsi dai genitori, andare a scuola o rimanere lontani da casa. Altri sperimentano ansia sociale, caratterizzata dalla paura di parlare, esporsi, essere osservati o giudicati dagli altri.

Ci sono bambini che temono molto di sbagliare, di non essere all'altezza o di deludere gli adulti: in questi casi possono comparire paura del fallimento, perfezionismo e bassa fiducia nelle proprie capacità.

L'ansia può inoltre manifestarsi attraverso paure specifiche, come la paura del buio, di dormire da soli, degli animali, delle malattie, di stare in determinati luoghi o di affrontare situazioni nuove.

A volte il disagio emerge soprattutto a scuola. Il bambino può avere difficoltà a inserirsi nel gruppo, fare amicizia, partecipare alle attività o chiedere aiuto. Può sentirsi diverso dagli altri, temere di essere escluso o avere difficoltà a gestire i conflitti con i coetanei.

In alcuni casi può arrivare a evitare feste, giochi di gruppo, attività extrascolastiche o situazioni in cui deve relazionarsi con gli altri.

Durante la psicoterapia, queste difficoltà vengono esplorate con attenzione, cercando di comprendere cosa si nasconde dietro la paura e quali pensieri ed emozioni la alimentano.

Il bambino viene aiutato a riconoscere l'ansia, comprenderne i segnali e sviluppare gradualmente strategie per affrontare le situazioni che lo mettono in difficoltà, senza sentirsi giudicato o forzato.

Il percorso può includere anche un lavoro sulle competenze sociali, sull'autostima e sulla capacità di comunicare le proprie emozioni e i propri bisogni.

Anche il coinvolgimento dei genitori è importante: comprendere come sostenere il bambino, evitando sia di minimizzare le sue paure sia di proteggerlo eccessivamente, può favorire un cambiamento significativo.

L'obiettivo è accompagnare il bambino verso una maggiore sicurezza e autonomia, aiutandolo a vivere con più serenità la scuola, le relazioni e le diverse esperienze della crescita.

MF
Michela Fanelli

Psicologa-Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

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